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Consensus conference sul counseling: avanti con fatica

di Rolando Ciofi, pubblicato il 15/06/2017, fonte Mo.P.I.

tag: consensus conference, counseling, CNOP

Che la strada della Consensus Conference sul Counseling fosse impervia era scontato sin dall’inizio. Nessuna sorpresa dunque quando, immediatamente dopo il suo avvio, si è aperta una prima grave crisi. Crisi che avrebbe potuto portare al fallimento dell’iniziativa. Quale il nodo? Formalmente la difficoltà di addivenire alla formulazione di quesiti corretti, sostanzialmente tensioni legate a diverse impostazioni dei partecipanti al Comitato Promotore ed al Comitato Tecnico Scientifico.

Tensioni che hanno portato ad un passo dalle dimissioni del Coordinatore del Comitato Promotore, fatto questo che avrebbe fatto regredire il processo alle sue fasi iniziali e forse lo avrebbe irrimediabilmente compromesso.

Così non è stato. In due impegnative riunioni (l’8 ed il 15 giugno), grazie all’impegno di tutti i componenti del Comitato Promotore, la volontà di procedere nella direzione della Consensus è stata ribadita.

Ogni crisi è anche occasione di crescita. Così mi piace interpretare quanto accaduto. Una occasione di riflessione e di crescita che ora dovrà essere sviluppata.

Nei mesi estivi il Comitato promotore lavorerà ad un manifesto programma e ad un regolamento e, immediatamente da settembre anche i lavori del Comitato Tecnico Scientifico potranno riprendere all’interno di una cornice meglio definita.

Nonostante le molte incognite che il percorso ancora può riservarci dobbiamo essere fiduciosi. Io sono fiducioso e non per semplice ottimismo (anche ma non solo).

Lo sono perché (cito fatti già accaduti e consolidati, non desideri):

a) Si è stabilito il principio che è utile affrontare il tema del Counseling in un tavolo che veda partecipi tutti coloro (psicologi e non psicologi) che siano interessati al tema o che sul tema abbiano qualcosa da dire. Il Comitato promotore ha come mandato l’organizzazione di tale tavolo.

b) Si è già costituito un Comitato Tecnico Scientifico al quale siedono, oltre a psicologi (professionali, accademici, formatori), rappresentanti dei Medici, degli Assistenti Sociali, degli Infermieri, delle tre più importanti Associazioni di Counseling (Assocounseling, CNCP, Federcounseling).

c) Si è già stabilito il principio che, con pari dignità, tutte le associazioni di cui sopra e tutti i componenti del Comitato Promotore potranno indicare esperti di loro fiducia per l’approfondimento delle varie sfaccettature legate al tema.

Non è poco. A chi ci critica per la lentezza rispondo che stabilire ed oggi confermare, nonostante le tensioni, tali “paletti” è già di per sé un primo risultato.

Si tratta ora di mettere a punto i meccanismi attraverso i quali un confronto così denso di conflittualità possa svolgersi produttivamente. Questione difficile, attorno alla quale abbiamo avuto una prima battuta di arresto, ma non irrisolvibile. E su questa questione si concentrerà il nostro (del Comitato Promotore) impegno estivo.

Certo eventi esterni di varia natura potrebbero influenzare l’andamento della Consensus. L’UNI ha riaperto il tavolo di lavoro dedicato al tema, il Consiglio di Stato ha fissato l’udienza avverso la sentenza del TAR Lazio per il prossimo 8 febbraio 2018, il Presidente Giardina si è “imbarcato” (a mio avviso “battendo troppo la grancassa”) in un nuovo ricorso al TAR in Sicilia provocando la comprensibile reazione di Federcounseling.

Tutte situazioni che avranno certo riflessi sull’andamento della Consensus.

Ma la parte più responsabile ed attenta della Comunità professionale (sia quella degli Psicologi che quella dei Counselor) sa bene che l’unica vera via percorribile è quella della politica professionale.

Avanti dunque anche se con fatica.



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